Proroga al 2025 per le causali nei contratti a termine

La legge 15/2025, derivante dalla conversione del Dl 202/2024 (Milleproroghe), proroga al 31 dicembre 2025 l’utilizzo delle causali per i contratti a termine superiori a 12 mesi.

In particolare, viene estesa la possibilità di utilizzare le «esigenze di natura tecnica, organizzativa o produttiva» come motivazione per i contratti di durata superiore a 12 mesi (e comunque non eccedente i 24 mesi), in attesa che la contrattazione collettiva individui specifiche causali.

Questa proroga è dovuta alla consapevolezza del legislatore riguardo all’elevato numero di contratti collettivi esistenti e alle difficoltà nel dialogo tra le parti sociali. L’obiettivo è concedere alle parti sociali più tempo per definire i casi in cui un contratto a tempo determinato può superare i 12 mesi.

È importante notare che, secondo la giurisprudenza costante, i datori di lavoro devono specificare le circostanze concrete che giustificano le esigenze di natura tecnica, organizzativa o produttiva, evitando causali vaghe o sommarie. In caso di contenzioso, l’inosservanza di tale obbligo potrebbe portare alla trasformazione del contratto a termine in contratto a tempo indeterminato.

La contrattazione collettiva è considerata la “fonte privilegiata” in materia di causali. La legge 56/1987 già alla fine degli anni Ottanta individuava nella contrattazione collettiva il riferimento per l’apposizione di un termine al contratto di lavoro.